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CULTURA DELLA SICUREZZA A PARTIRE DALLE SCUOLE

     

Ogni anno si contano 30 mila invalidi permanenti a causa di infortuni sul lavoro, incidenti domestici e incidenti stradali, ed i più colpiti sono i giovani: da qui la necessità di promuovere la cultura della sicurezza a partire dalle scuole al fine di arrivare ad una diminuzione degli infortuni.

All'inizio di quest'anno, nell'ambito di un convegno dal titolo "La Promozione della cultura della salute e sicurezza nelle scuole", il Cnel e l'Ispesl si sono impegnati a fornire una base di dibattito su questa emergenza, per favorire l'identificazione e la diffusione di nuove iniziative volte a promuoverne e divulgarne la cultura, auspicando - nel contempo - l'opportunità di offrire una proficua cooperazione tra le varie istituzioni con l'obiettivo di fornire agli insegnanti ed ai giovani strumenti utili alla promozione della cultura della salute e sicurezza nei percorsi scolastici sulla base di un confronto delle reali esigenze.
L'elevato numero di infortuni sul lavoro, incidenti domestici e incidenti stradali costituiscono alcuni dei maggiori problemi di salute pubblica in Italia, con costi umani, sociali ed economici molto elevati.
Per affrontare in modo opportuno i rischi che si incontrano negli ambienti di vita e di lavoro serve, oltre a controlli più efficaci, la diffusione di una "cultura della sicurezza".
Per questo motivo, dopo il contributo offerto durante i laboratori preparatori nell'elaborazione del Codice della Sicurezza, il Cnel ha voluto ribadire l'importanza della promozione della cultura della salute e della sicurezza nelle scuole.Si è rilevato infatti come la riduzione degli infortuni e delle malattie professionali è strettamente correlata alle politiche di prevenzione adottate, la cultura della sicurezza sui luoghi di lavoro quindi da i suoi frutti: in Italia, nel corso degli ultimi 50 anni si è passati da 1.500.000 infortuni denunciati circa agli attuali 875.000, e da più di 4.500 infortuni mortali agli attuali 1.100 circa.

Le oltre 70.000 malattie professionali denunciate negli anni Settanta sono oggi circa 30.000.  Tutto ciò, va ancora ricordato, a fronte di una crescita degli assicurati da 10 milioni a circa 18 milioni. Gli infortuni denunciati nel 2008 si sono ridotti di circa il 14,5% rispetto al 2001.
Le riduzioni sono state significative in agricoltura (-33,8%) e nell'industria (-26,8%), mentre sono cresciute nel grande settore denominato dei "servizi" che presenta al proprio interno una articolazione assai ampia di attività economiche. Inoltre, c'è stata una crescita degli infortuni tra le lavoratrici (+2,8%), a fronte della diminuzione infortuni tra i lavoratori (-19,9%).

Al fine di una maggiore informazione e di una riduzione del rischio si ritiene necessario valorizzare il contributo che il sistema scolastico può fornire per una significativa riduzione degli infortuni e delle malattie professionali.
Poiché sviluppare una radicata e capillare cultura della prevenzione contro i rischi della salute, della sicurezza e in modo specifico dell'infortunistica sul lavoro è un obiettivo prioritario per tutti i soggetti sociali ed istituzionali e la tutela della dignità della vita del lavoro passa innanzitutto dal contributo della scuola.

Fonte: www.asca.it


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